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E mi me ne so' 'ndao

Veneto

E mi me ne so’ ’ndào è un canto veneziano del ’600, intitolato anche "Peregrinazioni lagunari"; fu riscoperto e divulgato da Luisa Ronchini (cantautrice e ricercatrice di brani popolari veneti) negli anni ’60 del secolo scorso. È un bellissimo quadretto che descrive molti luoghi della laguna veneziana, attraverso le parole di un venditore ambulante nel suo andare, mentre (così termina il canto) va suonando l’armonica per le belle donne.

ITALIANO
Ed io me ne andai dove soffiavano i bicchieri
suonando l’armonica e altri strumenti.
Io ho delle fugasse(*), di quelle di Marghera;
ho camminato sulla terraferma fino a Fusina.
Dal trasto alla sentina, con una barca leggera,
andavo di gran lena verso la Giudecca.
Attraversai la secca e tutta la pescheria
volgendo la poppa ai due castelli.
Vidi l’Orto degli Ebrei con tutte le Vignole(**);
dall’isola tornai indietro.
Camminai dappertutto, incontrai uno di Burano
possedeva un bel cestello, e l’ha mostrato.
Allora me ne andai dove producevano le scodelle
suonando l’armonica alle donne belle.
(*) fugassa = focaccia pasquale veneta
(**) Le Vignole = isola della laguna

ORIGINALE
E mi me ne so’ ’ndào donde che feva i goti
siogando la spinéta ai altri gioghi.
Mi g’ho de le fugasse de quéle de Malghera
g’ho caminào par tèra fino a Fusina.
Dal trasto a la sentina co’ un batelin da sciopo
andeva de galopo a la Zuèca.
G’ho caminào la séca tuta la Pescarìa
g’ho dà la popa indrìo ai do’ castèi.
G’ho visto l’Orto dei Abrei co’ tute le Vignole
da le Vignole indrìo me so’ reduto.
G’ho caminào par tuto l’ho trovà un buranèlo
’aveva un bel sestèlo a l’ha mostrào.
E mi me ne so’ ’ndào donde che feva le scuèle
siogando la spinéta ai done bèle.