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Mamma non mi manda'
Toscana
Mamma non mi mandà fori la sera (Toscana)
Canto tradizionale toscano dell’800; si tratta di stornelli che venivano intonati in coro dalle giovani lavoratrici nel Padule di Fucecchio (la più estesa palude interna italiana, tra Pistoia e Firenze), durante la raccolta del sarello, che è un’erba alta da intrecciare per fasciare fiaschi e damigiane, o per impagliare sedie. Il canto fu ritrovato da Caterina Bueno, una delle più valide cantanti e ricercatrici musicali della Toscana; sua è la riscoperta della famosa “Maremma amara”.
ITALIANO
Mamma non mi mandare fuori la sera, sono piccina e non so badare a me stessa; fuori ci sono i giovanotti galanti, noiosi mi vorrebbero baciare.
[Rit.] E quando vedo te, io chiudo gli occhi per non vederti; e quando ti vedo là, io chiudo gli occhi per non guardarti.
Mamma non mandarmi alla fornace, ci hanno costruito tre cancelli; in quello di mezzo ci passa il padrone, in quelli a lato i bei giovanotti. [Rit.]
Mamma non mandarmi a Lamporecchio, perché ce n’è di Stabbia e del Padule; mi dicono le cosine all’orecchio, vogliono tener le mani sotto al grembiule. [Rit.]
Mamma non mi mandare fuori la sera, sono piccina e non so badare a me stessa, se puta caso trovo un militare, o mamma, mi potrebbe rovinare. [Rit.]
O mamma, mamma, non stare a rigirarla col dirmi “devi fare, non devi fare”; non dirmelo più “lavora, bimba!”, son piccolina e ormai gioco a far la donna. [Rit.]
ORIGINALE
Mammà non mi mandà fori la sera, so piccolina e nun mi so abbadare,
c’è i giovinotti fori di maniera, noiosi, mi vorrebbero baciare.
[Rit:] E quando vedo te, io chiudo gli occhi per non ti vedè,
e quando ti vedo là io chiudo gli occhi per non ti guardà.
Mammà, non mi mandà alla fornacina, ce l’hanno costruiti tre cancelli:
quello di mezzo ci passa i’padrone, quelli alla proda i giovinotti belli. [Rit.]
Mammà, non mi mandare a Lamporecchio, perchè ce n’è di Stabbia e del Padule,
mi dican le cosine in un orecchio, le man voglian tenè sott’a ’i grembiule. [Rit.]
Mammà, non mi mandà fori la sera, so piccolina e nun mi so abbadare,
se putacaso trovo un militare, o mamma, mi potrebbe rovinare. [Rit.]
O mamma, mamma nun la rigirare col dirmi : "Devi fare, ’un devi fare".
Nun me lo dire più: "Lavora bimba!". So’ piccolina e là gioco alla donna. [Rit.]
